PORTO POTENZA: CHI DECIDE SUL NOSTRO FUTURO URBANISTICO?
Ci sono due tratti di uno stesso collegamento stradale che interessano direttamente la mobilità di Porto Potenza.
Uno è la bretella tra Via Olimpia e Via Beethoven, oggi avviata verso la realizzazione.
L'altro è il collegamento tra Via Marche, Via Colombo, Via Antonelli e Via Tebaldi, previsto dal PRG e inserito nel 2010 nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche con un importo di 340.000 euro, ma che oggi non compare più nella programmazione.
È vero che il primo tratto era presente nel programma elettorale dell'attuale Amministrazione. Rispettiamo il mandato ricevuto dagli elettori.
Ma un programma elettorale non può sostituire il confronto con la comunità quando si decide come cambierà il territorio.
E oggi il quadro sta cambiando profondamente.
Ci sono almeno due elementi che avranno un peso importante sul futuro di Porto Potenza:
1. Il nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale), che sostituirà il PRG e disegnerà l'assetto del nostro territorio per i prossimi decenni.
2. Il progetto del bypass della SS16, che modificherà i flussi di traffico dell'intera zona.
Bretelle, viabilità locale, SS16 e bypass non possono essere pensati separatamente.
Devono stare dentro un unico disegno della mobilità e dell'assetto urbano di Porto Potenza.
Altrimenti rischiamo di prendere oggi decisioni che domani potrebbero non funzionare più o addirittura creare nuovi problemi.
Chi decide quindi quali opere vengono prima e quali dopo?
E soprattutto:
quale ruolo ha la comunità di Porto Potenza in queste decisioni?
Come documentiamo nel Libro Bianco di Porto Potenza, questa non è una domanda nata oggi.
La questione della capacità della nostra comunità di incidere sulle decisioni compare già nel dibattito pubblico degli anni '60 e arriva fino al referendum del 1987. Quel referendum ha risposto alla domanda sull'autonomia amministrativa.
Non ha però risposto alle altre domande:
Quanto deve contare Porto Potenza nelle decisioni comunali?
Quale peso deve avere nella programmazione?
Come devono essere distribuite le risorse?
Quale ruolo deve avere nel futuro del Comune?
Sono domande che, a distanza di quasi quarant'anni, non hanno perso la loro attualità.
Per questo riteniamo necessario aprire un confronto.
Chiediamo all'Amministrazione Comunale:
1. Un confronto pubblico sul rapporto tra il nuovo PUG, il progetto del bypass della SS16 e la rete della mobilità locale di Porto Potenza.
2. Chiarezza sul collegamento nord-sud tra Via Marche, Via Colombo, Via Antonelli e Via Tebaldi: quale sarà il suo destino nel nuovo quadro urbanistico e che fine ha fatto la previsione inserita nel Piano Triennale del 2010?
3. Un percorso strutturato di partecipazione che consenta alla comunità di Porto Potenza di contribuire alla definizione delle scelte che riguardano il proprio territorio.
Non chiediamo privilegi.
Chiediamo che il peso demografico, la storia e le esigenze della comunità di Porto Potenza trovino spazio nella costruzione del suo futuro.
Il PUG non sarà soltanto un insieme di strade, aree edificabili e destinazioni urbanistiche. Disegnerà il modo in cui Porto Potenza vivrà nei prossimi decenni.
Per questo la comunità non può essere soltanto destinataria delle scelte. Deve poter contribuire a definirle.
Il futuro urbanistico di Porto Potenza riguarda tutti noi.
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Sicurezza stradale: Come si stanno muovendo i Comuni marchigiani?
La sicurezza della SS16 è da anni uno dei temi più sentiti a Porto Potenza.
Attraversamenti pedonali, velocità dei veicoli, presenza di studenti, anziani e utenti vulnerabili lungo l'asse che attraversa il centro abitato sono questioni segnalate più volte da cittadini, associazioni e Comitato Cittadino.
Anche l'Amministrazione comunale ha più volte evidenziato come la futura variante della SS16 rappresenti una soluzione importante per il territorio.
Il tema, tuttavia, non nasce oggi. Già nel novembre 2024 il Comitato Cittadino per Porto Potenza aveva presentato una lettera aperta all'Amministrazione comunale proponendo una serie di interventi per migliorare la sicurezza della SS16 nel tratto urbano: attraversamenti più sicuri, migliore illuminazione, moderazione della velocità, manutenzione della segnaletica e altre misure a tutela dei pedoni e degli utenti più vulnerabili.
Nel frattempo, però, molti Comuni marchigiani hanno scelto di intervenire anche sul presente.
Nel 2025 la Regione Marche ha pubblicato il bando DGR 516 per finanziare interventi di sicurezza stradale, mobilità sostenibile ed eliminazione delle barriere architettoniche.
Dalla graduatoria regionale risultano 126 progetti ammessi, presentati da Comuni grandi e piccoli delle Marche.
Tra gli interventi finanziati figurano:
🚶 attraversamenti pedonali più sicuri
🚲 percorsi ciclopedonali
🦽 eliminazione delle barriere architettoniche
🚦 miglioramento della viabilità urbana
🚶 nuovi marciapiedi e collegamenti protetti
Tra i Comuni ammessi compaiono anche realtà vicine al nostro territorio, come Recanati, Macerata, Osimo, Jesi, Falconara Marittima, Porto San Giorgio, Morrovalle, Pollenza, Montefano, Tolentino e molti altri.
Dalla documentazione pubblicata dalla Regione Marche, Potenza Picena non compare né tra i progetti finanziati né tra quelli esclusi dal bando. Sulla base degli atti disponibili, non risulta quindi una partecipazione del Comune alla procedura.
Naturalmente la variante della SS16 rimane un progetto strategico per il futuro. Tuttavia il suo percorso è ancora lungo e richiederà tempo prima di tradursi in un'opera concreta.
Una domanda per il presente
Quali interventi possono essere realizzati già oggi per migliorare la sicurezza della SS16 a Porto Potenza?
Una proposta
Forse è arrivato il momento di affrontare questo tema in modo aperto e condiviso.
Non sarebbe utile convocare un Consiglio Comunale aperto dedicato alla sicurezza della SS16 e alla mobilità di Porto Potenza?
Un'occasione per mettere attorno allo stesso tavolo amministrazione, opposizione, tecnici, associazioni e cittadini, confrontando idee, priorità, progetti e opportunità di finanziamento.
Perché la sicurezza stradale riguarda tutti e il confronto pubblico può essere il primo passo per costruire soluzioni condivise.